La rivoluzione del WEB 3.0

Uno sguardo al futuro dei gestionali e dell’MLS

Blockchain, Intelligenza artificiale, NFT, e-commerce, social media… lo sviluppo tecnologico ha avuto una crescita e una velocità esponenziali e ormai quasi ogni aspetto (o forse tutti?) della vita quotidiana è dettato o ha a che fare con l’utilizzo di “macchine”.

20 anni di Web e ci stiamo già affacciando alla terza versione, il cosiddetto Web3, su cui abbiamo scritto un articolo dedicato di approfondimento.

Oggi cerchiamo invece di esplorare gli scenari che si prospettano per le agenzie immobiliari e i loro clienti finali.

Un breve ripasso: viene definito “Web3” (o Web 3.0), quella versione in cui i dati torneranno a essere di proprietà dei loro “owners” e “creators”, senza l’intermediazione di piattaforme che concentrano su di sé i “big data”.

Quali potrebbero essere le implicazioni? Quali servizi si prospettano?

Un nuovo modo di pubblicizzare sui portali

Sicuramente, uno dei problemi a cui vanno incontro le agenzie è la proprietà dei dati: moltissimi sono gli agenti immobiliari che parlando con il nostro Customer Care lamentano costi sempre più alti per fare pubblicità sui portali, evidenziando il paradosso secondo cui, in fondo, se i portali guadagnano è indiscutibilmente grazie all’inserimento di quei dati, non grazie solamente alla loro potenza commerciale.

Nel prossimo Web3 le piattaforme dei portali immobiliari dovranno cercare nuovi modi di guadagnare, lasciando alle agenzie la paternità dei dati, probabilmente senza poterli utilizzare se non dietro un esplicito consenso… Chi non si adeguerà resterà (forse irrimediabilmente) indietro.

Un MLS facilitato

Riguardo all’MLS, potremmo immaginare senz’altro una maggiore sicurezza dei dati grazie alla tecnologia blockchain, cosa che comunque potremmo immaginare anche per i portali immobiliari, sebbene l’importanza di una cosa come questa ha innegabilmente maggiore impatto là dove vengono conservati dati sensibili (ovvero su MLS e gestionali).

Potremmo inoltre immaginare una maggiore facilità nella creazione degli MLS di gruppo in quanto nel Web3, non solo si ipotizza l’assente di intermediari che stoccano tutte i dati su propri server, ma anche la possibilità di accedere a quei dati con minore difficoltà. Immaginiamo di poter accedere più facilmente a questi dati e di utilizzare la tecnologia NFT (definizione di NFT qui) per indicare la “paternità” di un dato inserito: con una certezza matematica elimineremmo molte delle controversie legate alle provvigioni nelle compravendite. Certo, sarebbe opportuno adeguare al contesto tutte le piattaforme, che andrebbero fatte comunicare tra loro in qualche modo, e che certamente dovrebbero essere equipaggiate tutte in egual misura di una tecnologia che consenta di produrre un identificativo univoco per le richieste sugli immobili e sugli annunci pubblicati, come appunto potrebbero essere blockchain ed NFT.

Intelligenza artificiale e forza commerciale

Ma visto che stiamo ancora navigando con la fantasia, immaginiamo un software che non solo sia in grado di produrre una descrizione accattivante di un oggetto, pensata per il target giusto di clientela – cosa che oggi come oggi è già realizzabile grazie a chatbot e intelligenze artificiali come ChatGPT di cui abbiamo già parlato  – ma anche di creare in un secondo planimetrie partendo da poche informazioni o anche rendering in base ai progetti dell’architetto o del geometra. Sogniamo ancora un po’ e immaginiamo persino la creazione del sito giusto in base alla propria identità, ai servizi e al mercato di riferimento. Una sola certezza: aumento dell’efficacia della propria forza commerciale.

Libertà dei dati e implicazioni negative: la fine della mediazione immobiliare?

E dopo tanto sognare… “eccoci all’acqua”: qual è il limite di utilizzo di queste tecnologie? Se tutti avranno libero accesso ai dati, in che modo questo si potrà conciliare con la privacy e le attuali normative? E una volta trovata la quadra, come si concilierà tutto con l’attività di mediazione immobiliare? Una mediazione sarà possibile o si finirà per fornire tutte le informazioni pronte direttamente alle parti della compravendita?
 

Lo stesso Elon Musk ha richiesto uno stop allo sviluppo delle intelligenze artificiali per almeno 6 mesi, cosa piuttosto singolare considerato che il magnate è uno dei membri del CdA di OpenAi (la società creatrice di ChatGPT). La stessa società si è già adeguata alle richieste del Garante della Privacy dopo le “controindicazioni” segnalate poco tempo fa e di cui abbiamo già raccontato.

Cosa ci riserva il futuro non lo sappiamo, di certo possiamo dire solo che ci possiamo aspettare grandi cose e proprio per questo siamo dell’idea che sarebbe opportuno sospendere lo sviluppo delle intelligenze artificiali al fine di definire preventivamente quali devono essere i limiti, quali gli usi consentiti. Come sempre, non è una tecnologia a fare il bene o il male della società ma il suo impiego umano.


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